domenica 24 novembre 2013

Più "energia" per le maestre di asilo ? Ci si può lavorare !

immagine tratta da: http://www.flanesi.it/blog/

Ho sempre ritenuto che il miglioramento dei sistemi parte dal confronto con i lavoratori. Ebbene anche questa volta questo "assioma" è stato confermato: ieri in occasione di un evento formativo rivolto a delle (simpaticissime !) educatrici di asilo nido abbiamo trattato, tra le altre cose, un argomento apparentemente "sommerso" quanto insignificante, ma in realtà fondamentale per la stesura di un piano di miglioramento fattibile ed attuabile in tempi congruenti. Cerchiamo di focalizzare il problema...

E' noto che l'educatrice di asilo nido risulta particolarmente esposta ad un utilizzo "energetico" del suo sistema bio-psicologico a seguito della particolare tipologia dellamansione lavortiva.

In Letteratura ancora non esistono ad oggi sufficienti documenti in proposito; rilevo però da una ricerca eseguita in Rete, un interessante studio eseguito nel 2009 dalla Scuola di Specializzazione in Medicina del lavoro dell'Università degli studi di Roma "La Sapienza"(Sancini, Scimitto, Tomei, 2009). Questa indagine evidenzia come le educatrici di asilo nido considerino come principali fonti di stress lavorativo l’elevato grado di responsabilità dovuto all’ampia autonomia decisionale, l’impegno continuo e l’attenzione richiesta dalla loro mansione, anche in seguito alla costante interazione con i bambini e al rapporto con i genitori.

Da questo punto di partenza, confrontandomi anche con le educatrici, emerge un altro margine di riflessione: quanto questo costante livello "energetico" richiesto può risultare "dannoso" per il lavoratore ? Inoltre quanto lo stesso può mettere in crisi il sistema con caso di gestione di eventuali situazioni di emergenza? Ragioniamoci su.


Ieri abbiamo iniziato insieme a ragionarci sopra, vediamo ora in sintesi come abbiamo approcciato la questione, rimandando ai prossimi post tutte le considerazioni puntuali utili al fronteggiamento del problema.


Prendendo spunto anche dagli stressors evidenziati dal citato lavoro di Letteratura, partiamo con un approccio che consideri due possibili contesti, il quotidiano e il critico.


Nella quotidianità l'educatrice di asilo nido opera continuamente impegnando un proprio"livello energetico" significativo causa impegno continuo e continua attenzione verso i bambini.


La riflessione iniziata ieri, seppur approcciata da me circa un decennio fa, riguarda proprio questa particolare esposizione di una mansione eseguita con un "motore che lavora su un numero maggiore di giri"; in particolare bisogna capire se questa condizione energetica possa inficiare negativamente sulla performance dei lavoratori in caso di gestione di accadimenti emergenziali.


Gli adulti di riferimento presenti nel nido, infatti, sono una garanzia fondamentale per gestire situazioni di emergenza: qualora essi rispondano in maniera difforme - per svariate cause (es.: background pretraumatico, etc...) tra cui anche il maggiore livello energetico quotidiano impiegato - rischiamo di non avere una performance accettabile ed una forte crisi del sistema con conseguenze immaginabili.


Pensate ad esempio, se in caso di scossa di terremoto la maestra presente in quel momento possa rispondere in modo non appropriato con comportamento - seppur entro certi termini fisiologico - di fuga o di congelamento....il risultato possiamo immaginarcelo tutti...!


Dobbiamo quindi focalizzare meglio questo possibile problema connesso direttamente con la quotidianità ma che in realtà può arrecare pregiudizi non solo abitualmente ma anche in contesti decisamente più "stressati".


E' chiaro quindi che dobbiamo tutti - a partire dai datori di lavoro - focalizzare l'interesse sull'importanza del recupero del benessere del lavoratore, recupero inteso come promozione di percorsi mirati alla valorizzazione del benessere organizzativo mediante:


- azioni di miglioramento del contesto lavorativo;


- azioni di miglioramento del contenuto lavorativo;


- azioni di gestione dello stress e di "mantenimento" del benessere della persona e del gruppo.


Per ora è un primo approccio ad una problematica fino ad oggi (anzi fino a ieri...!!!) "sommersa", ma il fatto stesso di aver condiviso il problema insieme ai lavoratori direttamente interessati e la promessa di affrontare le possibili soluzioni in un'ottica di scambio e di confronto è cosa stimolante ed incoraggiante al tempo stesso.


Grazie quindi alle educatrici che mi hanno dato la possibilità di riprendere un filone "quiescente" ma di alto interesse per la tutela del benessere di tutti.



Continueremo a parlare di questo aspetto nei prossimi post, grazie a tutti per l'attenzione a presto !


sergio bovini





 


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