Tutto iniziò da questa frase:
"....E' infatti fondamentale focalizzare l'obiettivo di base che - non lo scordiamo - può essere individuato nel DARE A TUTTI GLI STRUMENTI (giusti e personalizzati aggiungerei...) che consentano l'apprendimento delle corrette modalità di autoprotezione....."
Partiamo da un esempio semplice semplice che ci insegnano quotidianamente i "nostri bimbi" della Scuola dell'Infanzia e degli Asili Nido (siete bravissimiiiiiiii !!!!):
LA POSIZIONE DELLA SCATOLINA CHIUSA
![]() |
| ecco qualche esempio di "scatolina chiusa" eseguito durante la simulazione di emergenza terremoto |
Perchè pensare ad una scatolina ??? Semplice, ce lo insegnano questi "funghetti" che - anche per imparare la cosiddetta propriocettività (ovvero la percezione del proprio corpo nello spazio) - si divertono a rannnicchiarsi, rimanendo a stretto contatto con il pavimento, e successivamente ad aprirsi.
Proprio così, pensiamo allo sviluppo di una scatolina di cartone, che possiamo pensare disegnata così,
e pensiamo a far fare le stesse posizioni al nostro corpo, distendendoci sul pavimento e pian piano raggomitolandoci "a scatoletta chiusa": in ginocchio, schiena curva, testa in mezzo alle braccia......ed ecco che...
ABBIAMO ACQUISITO LA PRINCIPALE POSIZIONE DI AUTOPROTEZIONE IN CASO DI TERREMOTO !
Questa posizione può essere utilizzata per attuare il primo step del "P.R.E" (ovvero il "P": fermati e proteggiti la testa) in tutte quelle situazioni in cui NON abbiamo a disposizione strutture rigide per proteggere la nostra testa.
E' utile inoltre ricordare che questa posizione (che potremmo definire "di base" in quanto è il fondamento dell'autoprotezione sismica) ci insegna a stabilizzarci durante la scossa, evitando pericolose conseguenze direttamente collegate alla fuga sconsiderata durante lo scuotimento sismico.
Alla prossima, grazie a tutti e...STAY TUNED !
sergio bovini


Nessun commento:
Posta un commento